Brexit per italiani… e ora?

Ciao a tutti,

Un brevissimo articolo giusto per riassumere gli ultimi eventi anche se… a sto punto io direi che possiamo archiviare la non-Brexit (perche’ Brexit sia femminile in italiano non si sa…). Il governo britannico, da fine 2015, aveva cominciato a ‘bollire’ in materia di immigrazione. Leggi su leggi, paletti su paletti per fare diventare la regolarizzazione dei cittadini europei un inferno, anche se mentre in Europa tale regolarizzazione non era obbligatoria. Strano che lo sia diventata con la Brexit. Questo secondo me è il dettaglio piu’ importante… è da mò che non siamo i benvenuti.

Allora, riassuntino per chi si e’ distratto negli ultimi mesi:

  1. Smettetela di pensare che la Brexit non ci sarà. La May sta cercando di andare alla velocità di un TGV per attivare l’art. 50. Se siete tra quelli che pensano che tornerà indietro, o avete vissuto in una grotta preistorica per gli ultimi 8 mesi, o vi siete fatti come pochi (per lo stesso lasso di tempo!), o siete così illusi che credere agli unicorni è normale per voi.
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  2. Al 52% dei residenti britannici gli stiamo sul CULO. Inutile che ci giriate intorno. Inutile che troviate scuse che il vostro amico di banco o collega di scrivania vi adora e quindi quello che dicono i giornali non è vero, è Fake News o scaremongering. Macché scaremongering della beata m**chia, gli stiamo sul culo come se avessimo la peste, punto.  E se poi cambiate scuola, cambiate lavoro, trovate uno di quel 52% che vi odierà per l’eternità e siete fottuti. Smettetela di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi adducendo che noi italiani siamo benvoluti perché il vostro vicino di casa britannico compra la pizza una volta la settimana al locale pizza kebab turco.
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  3. Smettetela di pensare che italiano non significhi europeo. Ho sentito lo stesso discorso da olandesi, tedeschi, francesi “odiamo gli immigrati e i cittadini europei ma non tu”, se credete alla suddetta frase fate solo la figura dei creduloni imbecilli. Al momento siete nella massa dei cittadini europei, sia che abbiate inventato una navicella spaziale, sia che stiate facendo il cameriere a Londra.
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  4. Londra è ‘ancora’ in Inghilterra e nel Regno Unito. Al di là del fatto che il Regno potrebbe essere o non ancora Unito al momento della Brexit (Scozia, work under construction LOL), Londra è e rimarrà sempre in Inghilterra. Non la spostano e non fa caso a sé per Brexit. Se l’Inghilterra fa la Brexit, Londra gli va dietro. Quindi togliete la vostra testaccia dal di dietro e ogni tanto guardatevi le news che valgono per tutto il Regno Unito. Dopo Brexit, seguirete il fato di tutto il resto. Il fatto che viviate con britannici o pakistani o altri italiani non fa differenza, la xenofobia del governo ve la ciucciate come tutti gli altri europei.
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  5. FATEVI l’assicurazione sanitaria. Perchè ricordatevi che l’accesso al NHS sarà la prima cosa che perdete. Io l’ho fatta già. Se non ve la potete permettere 1) state alla sorte, cazzi vostri ma poi non vi lamentate 2) ritornate in Italia o emigrate altrove 3) riportate la residenza in Italia (anche da mammà e papà) e ri-usufruite della Asl.
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  6. Se siete interessati a rimanere nel paese, potete farvi la permanent card se lavorate da 5 anni. La EEA QP è praticamente inutile e poi non è comunque indicazione di residenza permanente perché è un documento per professionisti qualificati che non hanno intenzione di restare nel Regno Unito. Anche se al momento non si sa se la Permanent Card verrà accettata come Indefinite Leave to Remain, è meglio averla. Pensateci appena possibile, specie se avete pure i requisiti per la cittadinanza britannica.
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  7. Se non siete interessati a rimanere in  UK, non aspettate fino all’ultimo minuto per guardarvi intorno e cercare lavoro all’estero (questo sempre se non siete in un’azienda che sta pensando di trasferirsi altrove). Perché ci sarà panico totale di europei che se ne vogliono andare se alcuni paesi non soddisfano ciò che la May vuole da loro. Stiamo parlando di 3.2 milioni di persone, se anche il 30% leva le tende, è un milione di gente che si muove, non proprio un numero piccolino!
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  8. Ricordatevi che una volta che l’inflazione sarà alle stelle, chi guadagna tra le 14mila sterline e le 20mila sterline annue sarà come stare in Italia con stipendio da fame. Con l’addizionale che qui magari non avete i genitori che vi riprendono in casa o vi aiutano…. Chi sta a Londra con stipendio che ora gli basta appena, potete guardarvi attorno subito… Tra tagli e aumenti, è previsto un incremento annuo di spesa di 4,300 sterline all’anno (questo detto da Arron Banks, che è un fascistone dell’ukip ma è anche miliardario, quindi i conti gli sa fare!). Fate voi…
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  9. Il governo britannico dal 1 Aprile va ai negoziati. Gli italiani in UK che non hanno doppia cittadinanza, come tutti gli altri cittadini europei saranno inseriti nei negoziati. In poche parole, siamo ostaggi, sia che abbiamo tanto, poco, o nulla. Nessuno è esente, incluso cittadini europei sposati con britannici o con figli britannici. L’eccezionalità in questo caso non esiste, nemmeno avere il cugino del cugino, amico dell’amico. Se lo prendiamo in culo, lo prendiamo collettivamente. Meritocrazia britannica 😀
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  10. Se avete avuto pazienza di arrivare a sto punto, vi dò un consiglio spassionato… pensate al domani senza curarvi del Brexit, fate il vostro, dando giusto un’occhiata agli updates ogni tanto tramite stampa o tv. Il Regno Unito, per almeno dieci anni, andrà  in recessione. Se siete giovani… mandate a fanculo tutti, UK e inglesi, non perdete tempo a star qui. Se siete vicini alla pensione, fatevi due conti, magari vi conviene prendere la pensione qui e andare poi a San Paolo in Brasile per il resto che vi rimane da vivere. Se avete una famiglia con figli piccoli, pensate al loro futuro che qui saranno sempre trattati da cittadini di seconda classe e che la situazione migliorerà tra vent’anni… Sempre se Trump e Putin non trasformano l’Europa in un deserto nel frattempo.

 

In quanto a me… me son rotta di pensare al Brexit e farò il mio. Se non mi vogliono, grande pernacchia. Dove la trovano un’altra Merlin? Da nessuna parte. Fanculo Inghilterra, Regno Unito e Brexit 😀 😀

P.S. dimenticavo, buon San Valentino!! 😊❤

Naturalizzarsi come cittadini britannici

Update: questo post e’ stato aggiornato dopo Brexit, avvenuto il 23 Giugno 2016

Naturalizzarsi come cittadino di un altro stato è un passo importante che molti decidono di fare. La scelta di affrontare l’iter burocratico del processo di naturalizzazione può essere dovuta a molte ragioni. Per alcuni che sono costretti a chiedere un visto di lavoro o residenza, ciò può anche essere un modo per avere la vita più semplice, dato che quando si è cittadini non si ha bisogno di affrontare l’iter di immigrazione. Comunque, per un cittadino dell’unione europea che vive in un altro stato europeo, naturalizzarsi può avere un significato differente perché i cittadini europei non hanno bisogno di nessun visto per rimanere, vivere o lavorare in uno degli stati parte dell’Unione Europea.

Una parte importante del processo è di tenere a mente che non tutte le nazioni richiedono di perdere la propria cittadinanza di nascita per acquisire quella nuova. Il Regno Unito è uno di quegli stati che ha un accordo bilaterale con l’Italia per la doppia cittadinanza. Infatti, quando diventerò una cittadina britannica, non dovrò lasciare automaticamente la cittadinanza italiana. Per tutti quelli che mi hanno seguito fino ad adesso, beh… sapete perfettamente che il fatto di perderla non mi irriterebbe affatto, comunque il governo italiano richiede una procedura ufficiale e dispendiosa per la rinuncia alla cittadinanza italiana e mi sembra, a questo punto, uno spreco di soldi farlo. Questo va ad aggiungersi al fatto che la naturalizzazione britannica è incredibilmente costosa e ogni anno il costo per averla cresce, il prezzo da pagare al momento per la pratica è intorno alle 1.100 sterline e non c’è rimborso in caso la pratica venga rifiutata.

Prima di tutto, come si sa se si è in possesso dei requisiti per richiedere la cittadinanza britannica? Sono necessari 5 anni di residenza (più un altro, non sono sicura perché venga richiesto) senza molte interruzioni, perché i giorni che si possono passare all’estero hanno un limite. Secondo, due referenze sono necessarie e una dev’essere rilasciata da una persona che è in una categoria ‘importante’ e che vi conosca personalmente e continuativamente da tre anni (la lista è sul sito del governo britannico ed è una lunga lista di professioni, in gran parte laureati o nel campo religioso). Sono la moglie di un cittadino britannico ma alla fine non significa niente, perché accorcia solo il periodo di residenza da 5+1 a 3 anni, una cosa che per me è ugualmente inutile perché sono da quasi 7 anni nel Regno Unito. Per far progredire la propria richiesta di naturalizzazione è pure necessario passare un test chiamato ‘Life in the UK’ and un test in lingua inglese a uno dei centri approvati dall’Home Office. Il test in inglese non è richiesto nel caso vi siate laureati nel Regno Unito in un corso di laurea insegnato in inglese.

Perché fare la richiesta? Perché se ci si sente ‘a casa’ in una nazione, è naturale che si voglia anche far parte della vita politica e essere considerati esattamente come tutti gli altri che sono nati lì. Lo so che l’ultima parte non dovrebbe essere un problema ma in realtà negli anni che ho passato qui ho constatato che non avere la cittadinanza in alcuni casi complica la vita. In Inghilterra bisogna essere cittadini britannici per votare alle elezioni parlamentari; in più, la famosa uscita dall’UE della Gran Bretagna e’ avvenuta contro tutte le previsioni e avere la cittadinanza britannica vi farebbe dormire sonni tranquilli. Inoltre, da sposata ho cambiato cognome: nel Regno Unito cambiare nome o cognome non è un problema, non è dispendioso ed è facile, ma il governo italiano NON permette il cambio di nome e cognome se non in casi eccezionali. Trovo questa legge completamente stupida ma non posso far niente al proposito, a parte mettere via in un cassetto tutti i documenti italiani e in futuro usare quelli britannici per viaggiare. Infine, nella mia situazione particolare tutto torna, dato che mi sento già britannica e naturalizzarsi è solo un passo per confermare ciò.

E non ultimo, è importante precisare che una cittadinanza non è lo stesso che identità. Nonostante nel mio caso avere un passaporto britannico e sentirsi britannica saranno la stessa cosa, allo stesso tempo il fatto di naturalizzarsi come cittadino di un altro stato non cambierà mai la vostra identità, abitudini e tradizioni nel caso vi sentiate italiani.

Se qualsiasi persona desidera avere più informazioni  riguardo al processo di naturalizzazione in UK, sentitevi liberi di chiedere più dettagli nei commenti.