Brexit all’italiana? Un bel pasticcio che ha cambiato tutto invece che niente

Ciao a tutti,

Un post ‘serio’ sul Brexit era dovuto da svariato tempo. Purtroppo (o per fortuna!), tra studio e la visita di mia mamma quassù in Inghilterra sono stata impegnatissima nelle ultime due settimane; il tempo per scrivere sul blog mi è proprio mancato e sono stata pure poco online. Chiedo venia, anche se sono sicura che avevate di meglio da fare che leggere uno dei miei articoli 😀 Dove cominciare? Prima di tutto, vorrete sapere se ci sono stati sviluppi sul Brexit….
Facciamo un passo indietro…..

La posizione ufficiale del governo britannico è che nulla è cambiato dal 23 Giugno. Lo hanno scritto ovunque, dai siti governativi a quelli universitari. Considerato il rincorrersi di news da una parte e da un’altra, molti italiani hanno bevuto la storia del ‘nulla è cambiato’ e tutti dormono sonni tranquilli. E’ davvero cosi pero’, o ci sono invece stati diversi cambiamenti nel silenzio totale? Mi spiace comunicarvi che, senza che nessuno se ne stia accorgendo, i tappeti che hanno tolto o toglieranno di sotto ai piedi di tanti cittadini europei e britannici saranno parecchi. Consolati in UK e ambasciata a Londra, finora, hanno fatto orecchi da mercante e annegato il tutto nel classico motto alla Ponzio Pelato…. e se ne sono lavati le mani (chiaramente!). Come al solito, sta a noi leggere tra le righe, quindi partiamo dagli eventi recenti.

Immigrazione UE

Il 19 Ottobre, la MP scozzese Joanna Cherry ha messo una mozione al voto del Parlamento britannico per garantire a tutti i cittadini Europei su territorio UK il diritto a rimanere indefinitivamente nella nazione. La mozione è stata respinta da 293 no e 250 si. Il Parlamento britannico, quindi, si ritiene il diritto di mandare via le persone a cui non sono interessati (leggete la discussione qui https://hansard.parliament.uk/commons/2016-10-19/debates/F1337420-EBD9-413C-949B-A4AEA0832B2C/RightsOfEUNationals ) Se guardate bene, i Tories che sono contrari alla mozione indicano non solo che un effetto di reciprocita’ con i Brits in UE deve essere garantito, ma anche parlano di ‘EU workers’, quindi esplicitamente fanno riferimento a chi lavora. Il resto dei cittadini UE puo’ anche morire ammazzato o levare le tende! La mozione chiaramente indica che non c’e’ volonta’ generale di trattenere i cittadini Europei su territorio britannico in base alla residenza pre-referendum, ma sul fatto che le persone siano di ‘uso’ monetario rilevante. In poche parole, se lavori come ingegnere, paghi una mazzata di tasse, il fatto che tu sia qui da 3 anni o meno non importa. Se fai il lavapiatti da 12 anni, non gliene puo’ fregare di meno di averti qui con le misere tasse che versi e possono rimpiazzarti con una qualsiasi babbeo britannico. Comincia a far le valigie, vai…..

Studio / Universita’

Anche qui la posizione ufficiale sembrava non cambiata. Senonche’, per uno sbaglio della mia universita’ ho ricevuto una lettera che era destinata a qualcuno che comincia a studiare ora…. eh eh
Dal 2016/2017, chi comincia un corso universitario in Inghilterra e vuole un prestito per le tuition fees (i maintenance loans non ci hanno mai riguardato!) dovra’ dimostrare 5 anni di residenza tramite council tax bills, buste di lavoro o se non lavorano estratti conto bancari che dimostrano come lo studente ha potuto mantenersi per i suddetti 5 anni. Se non dimostrate cio’, non vi danno una sterlina. Era cosi anche prima? NO!! Prima di giugno 2016, gli studenti EU che cominciavano a studiare in Inghilterra e Galles dovevano soltanto dimostrare di aver risieduto 3 anni nell’Unione Europea, niente altro. Un altro cavillo: dal 2015, gli studenti universitari che iniziano un corso di laurea in un’universita’ inglese devono avere l’assicurazione sanitaria PRIVATA, definita CSI (Comprehensive Sickness Insurance). Un’ultima cosa: se non avete l’assicurazione sanitaria e volete rimanere in UK a lavorare, non vi verra’ data la Permanent Residence card perche’ non dimostrabile che eravate auto-sufficienti (irrilevante se lavoravate part-time; varrebbe solo se lavoravate full-time e studiavate… bravi se ce l’avete fatta, in quel caso!).

Cittadinanza per mariti e mogli europei di cittadini britannici

Fino a Novembre 2015 era possibile avere la cittadinanza britannica dopo tre anni e tramite matrimonio. Dopo tale data, cio’ non e’ piu’ possibile. I cittadini UE sposati a cittadini britannici sono obbligati ad avere una permanent card e dimostrare di aver lavorato 5 anni prima di richiedere la cittadinanza britannica. Se non si e’ in possesso di tale documenti e continuita’ di lavoro, NON è piu’ possibile ottenere la cittadinanza Britannica ANCHE SE SPOSATI A CITTADINO BRITANNICO. In questo caso, i cittadini UE sposati a cittadini britannici hanno un peggior trattamento dei cittadini non-UE, che hanno invece mantenuto i tre anni di residenza e la possibilita’ di cittadinanza per matrimonio se in possesso di spouse visa per i precedenti 36 mesi.

Lavoro

Anche se non ci sono state fino ad adesso news riguardo a un’eventuale aumento delle tasse (quello verra’ deciso in sede di budget autunnale in Novembre), la lista dei datori di lavoro che devono provvedere l’elenco dei lacvoratori stranieri all’Home Office è andata avanti comunque. E’ stato deciso di non procedere alla pubblicazione dei nomi delle aziende, ma il processo non è stato fermato. Metto anche il link di questo ottimo articolo riguardo alla scrematura dei CV. E’ una lettura molto interessante e una “eye-opening experience”: http://www.saratrula.com/2016/10/whats-in-a-name/

Scuola/bambini

Che dire? Ne ho lette di tutti i colori. Comunque l’usanza di chiedere country of birth e nationality per i bambini (che molti hanno definito ‘usuale’ e comune), nonostante il recente scandalo… pare fosse iniziata molto tempo fa. Non solo, i dati di suddetti bambini erano gia’ stati passati all’Home Office in altre occasioni dal 2015 https://www.theguardian.com/uk-news/2016/oct/29/national-pupil-database-home-office-immigration-children-lords
Quindi ‘Brexit my arse’, i Tory era da mo’ che si comportavano da fascisti e Brexit ci e’ cascato a fagiolo, come si dice in Toscana!

Peggioramento condizioni di vita a livello nazionale – Inflazione

Questo è un argomento che viene decisamente evitato da molti miei connazionali. Vedo a giro una grandissima preoccupazione per ‘vediamo se ci lasciano vivere qui’, ma anche se il governo britannico desse l’OK per far rimanere tutti… la domanda principale che sorge è “Ma questo è davvero il paese in cui siamo emigrati 5/10/20 anni fa?”. Perchè da come si stanno sviluppando le cose, la nazione è chiaramente su un percorso di estrema destra. Siamo scappati dall’Italia per avere un futuro o dare un futuro ai figli. Ma se cosi non fosse piu’? Se le condizioni che sussistevano per fare di questo paese un’invitante soluzione ai nostri problemi ‘italiani’ non ci fossero piu’? L’inflazione sta gia’ schizzando su. Il costo della spesa e’ gia’ aumentato abbastanza in soli 4 mesi e il Brexit neppure l’abbiamo fatto. La benzina e il diesel sono gia’ a +10-15 pence al litro e noi siamo al Nord Inghilterra, quindi paghiamo pure meno e ci sono meno aumenti. I valori delle case sono destinati ad abbassarsi, ma se il costo della vita generale e dell’energia aumenta a dismisura, pagare un mutuo anche piu’ piccolo sara’ impossibile. Accedere al mercato del lavoro diventera’ una prerogativa dei britannici che sono nati qui, e poi gli altri se trovano lavoro bene… senno’ aria e via!
Il governo britannico sta gia’ pensando a rivoltare il sistema del welfare e di rimandare al lavoro chi e’ malato o disabile (leggetevi i link sotto). Le pensioni saranno le prossime a cadere sotto l’ascia del governo (perlomeno il triple lock manteneva le pensioni a livello equo con l’inflazione!). Noi tax-payers dovremmo pagare un sacco di tasse per Nissan, la City, e tutte le cazzo di compagnie rovinate dal Brexit piu’ incentivi per attrarne altre su territorio britannico, come dimostra tutto l’affare che ha girato intorno a Hinkley Point.

Da leggere (leggete bene tra le righe!):

https://www.theguardian.com/politics/2016/oct/31/sitting-at-home-on-sickness-benefits-is-bad-for-health-damian-green

https://www.theguardian.com/society/2016/oct/31/sick-pay-and-work-assessments-to-be-reviewed-jeremy-hunt-reveals

https://www.theguardian.com/uk-news/2016/oct/30/hinkley-point-nuclear-waste-storage-costs?CMP=share_btn_tw#comments

La situazione in Italia era, ed è, tragica, ma non sentivamo il bisogno di avere imitazioni!

Ma ne vale la pena di stare in un paese dove e’ cambiato tutto anche se ufficialmente fanno finta che non sia cambiato nulla? Non sentite il bisogno di strisciare attaccati ai muri perche’ qualcuno potrebbe metterlo nel vs. didietro da un momento all’altro?

Ai vostri posteri l’ardua sentenza…… In quanto ai miei, preferisco non saperlo e organizzarmi per levare le tende da qui!!

A presto… forse!

Merlin

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