Naturalizzarsi come cittadini britannici

Update: questo post e’ stato aggiornato dopo Brexit, avvenuto il 23 Giugno 2016

Naturalizzarsi come cittadino di un altro stato è un passo importante che molti decidono di fare. La scelta di affrontare l’iter burocratico del processo di naturalizzazione può essere dovuta a molte ragioni. Per alcuni che sono costretti a chiedere un visto di lavoro o residenza, ciò può anche essere un modo per avere la vita più semplice, dato che quando si è cittadini non si ha bisogno di affrontare l’iter di immigrazione. Comunque, per un cittadino dell’unione europea che vive in un altro stato europeo, naturalizzarsi può avere un significato differente perché i cittadini europei non hanno bisogno di nessun visto per rimanere, vivere o lavorare in uno degli stati parte dell’Unione Europea.

Una parte importante del processo è di tenere a mente che non tutte le nazioni richiedono di perdere la propria cittadinanza di nascita per acquisire quella nuova. Il Regno Unito è uno di quegli stati che ha un accordo bilaterale con l’Italia per la doppia cittadinanza. Infatti, quando diventerò una cittadina britannica, non dovrò lasciare automaticamente la cittadinanza italiana. Per tutti quelli che mi hanno seguito fino ad adesso, beh… sapete perfettamente che il fatto di perderla non mi irriterebbe affatto, comunque il governo italiano richiede una procedura ufficiale e dispendiosa per la rinuncia alla cittadinanza italiana e mi sembra, a questo punto, uno spreco di soldi farlo. Questo va ad aggiungersi al fatto che la naturalizzazione britannica è incredibilmente costosa e ogni anno il costo per averla cresce, il prezzo da pagare al momento per la pratica è intorno alle 1.100 sterline e non c’è rimborso in caso la pratica venga rifiutata.

Prima di tutto, come si sa se si è in possesso dei requisiti per richiedere la cittadinanza britannica? Sono necessari 5 anni di residenza (più un altro, non sono sicura perché venga richiesto) senza molte interruzioni, perché i giorni che si possono passare all’estero hanno un limite. Secondo, due referenze sono necessarie e una dev’essere rilasciata da una persona che è in una categoria ‘importante’ e che vi conosca personalmente e continuativamente da tre anni (la lista è sul sito del governo britannico ed è una lunga lista di professioni, in gran parte laureati o nel campo religioso). Sono la moglie di un cittadino britannico ma alla fine non significa niente, perché accorcia solo il periodo di residenza da 5+1 a 3 anni, una cosa che per me è ugualmente inutile perché sono da quasi 7 anni nel Regno Unito. Per far progredire la propria richiesta di naturalizzazione è pure necessario passare un test chiamato ‘Life in the UK’ and un test in lingua inglese a uno dei centri approvati dall’Home Office. Il test in inglese non è richiesto nel caso vi siate laureati nel Regno Unito in un corso di laurea insegnato in inglese.

Perché fare la richiesta? Perché se ci si sente ‘a casa’ in una nazione, è naturale che si voglia anche far parte della vita politica e essere considerati esattamente come tutti gli altri che sono nati lì. Lo so che l’ultima parte non dovrebbe essere un problema ma in realtà negli anni che ho passato qui ho constatato che non avere la cittadinanza in alcuni casi complica la vita. In Inghilterra bisogna essere cittadini britannici per votare alle elezioni parlamentari; in più, la famosa uscita dall’UE della Gran Bretagna e’ avvenuta contro tutte le previsioni e avere la cittadinanza britannica vi farebbe dormire sonni tranquilli. Inoltre, da sposata ho cambiato cognome: nel Regno Unito cambiare nome o cognome non è un problema, non è dispendioso ed è facile, ma il governo italiano NON permette il cambio di nome e cognome se non in casi eccezionali. Trovo questa legge completamente stupida ma non posso far niente al proposito, a parte mettere via in un cassetto tutti i documenti italiani e in futuro usare quelli britannici per viaggiare. Infine, nella mia situazione particolare tutto torna, dato che mi sento già britannica e naturalizzarsi è solo un passo per confermare ciò.

E non ultimo, è importante precisare che una cittadinanza non è lo stesso che identità. Nonostante nel mio caso avere un passaporto britannico e sentirsi britannica saranno la stessa cosa, allo stesso tempo il fatto di naturalizzarsi come cittadino di un altro stato non cambierà mai la vostra identità, abitudini e tradizioni nel caso vi sentiate italiani.

Se qualsiasi persona desidera avere più informazioni  riguardo al processo di naturalizzazione in UK, sentitevi liberi di chiedere più dettagli nei commenti.

 

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4 thoughts on “Naturalizzarsi come cittadini britannici

  1. anche a me piacerebbe avere il passaporto britannico! non ho capito una cosa: tuo marito può essere una delle due referenze o no? Pensavo che per chi si sposasse un britannico fosse tutto più semplice… e invece no! meglio! così non ho bisogno di sposarmi! ahahahahah!!!!! Cmq questa cosa di cambiare cognome mi inquieta… non mi sentirei più io! Anche se non lo sopporto (le battute sulla birra si sprecano), ma mi identifica… altro motivo per non sposarmi! ahahahaha!!! un bacio cara a presto!

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    1. No, non posso chiaramente usare parenti ‘acquistati’ fino al terzo grado, quindi marito escluso!! LOL
      Credo che certe leggi siano state messe per scoraggiare persone extra EU a sposare cittadini britannici ai fini della cittadinanza 😉
      Per il nome/cognome, avevo tentato di cambiarlo in Italia, per ragioni ‘evidenti’ che trovi in altri posts del blog. Chiaro che non desidero identificarmi nè con la famiglia nè altro connesso a ciò!!
      In poche parole lo avrei cambiato comunque, ho soltanto preso la palla al balzo dopo il matrimonio 😉
      Per la legge britannica NON sei obbligata a prendere il cognome del marito; mentre la legge italiana (come al solito addietro come le martinicche del barroccio!!) ti OBBLIGA a NON cambiarlo. In UK vige la libera scelta e ci sono tanti cambi di nome e cognome anche per altri motivi. In Italia ci vuole una causa e al 90% vengono respinte, anche in caso di ‘abusi’ o crimini.

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      1. giusto! in Canada, quando un canadese sposa qualcuno di un’altra nazionalità, ti vengono a controllare se dormi nella stessa stanza e fanno domande alle famiglie… pensa un po’! Immaginavo che per te non sarebbe stato un problema cambiare il cognome. Per me il problema non si pone: non mi sposo! ahahahahah!!!!

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      2. Ma se ti devi sposare tanto per fare meglio di no!! Io ho rinunciato due volte prima di questa, quindi penso che ‘sposarsi’ nel senso della sistemazione era sempre stato fuori dal mio modo di pensare! 😉 Sì anche negli USA, ma i controlli mi sembrano giusti considerato i tanti matrimoni ‘farlocchi’ ai fini di avere la cittadinanza LOL In Italia per cambiare cognome ci vogliono soldi nell’ordine delle migliaia di euro (le bustarelle costano care!! 😉 )

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