Still alive, just studying

I’ve been off for a while from the blog. First the Brexit disentanglement, second the university books were requiring my presence so…. well, no time to write or even check the drafts I had written!

Well not many news anyway. So from September 1st, expect 1) pictures 2) some rants 3) a book.

And don’t forget to check what my kitties are up on Instagram too🙂

https://www.instagram.com/smerlinchesters/?hl=en

Exciting times ahead!!🙂

Brexit per italiani – seconda puntata

Ciao a tutti!!

Mi scuso per i pochi aggiornamenti dal precedente post, ma pure io ho passato l’ultimo mese in completa confusione come milioni di altri britannici e non. Anche se al momento ci sono ancora poche cose che sembrano accuratamente definite riguardo al gran casino chiamato ‘Brexit’, però sicuramente si può cominciare a lavorare verso il futuro.

Mi sono decisa a scrivere un nuovo articolo dopo aver attestato la totale mancanza di messaggi, annunci, articoli (tranne i soliti a sfondo politico!) e pure un solo piccione viaggiatore da parte italiana. Le autorità italiane ‘ci’ hanno completamente dimenticato, a parte nell’incontro di ieri tra Renzi e il primo ministro inglese Theresa May. Un fatto che è stato ribadito da May a Renzi ieri è che NON ci sono assicurazioni di nessuna sorta per i cittadini italiani (o EU, in generale). http://www.express.co.uk/news/politics/693875/Brexit-Italy-prime-minister-Matteo-Renzi-talks-Rome-Theresa-May-EU-referendum-EU-nationals

Questo lo voglio sottoscrivere poiché, dopo aver letto qualche commento online di italiani su forums o social media, pare non essere entrato nella testa di nessuno. Vediamo se viene capito da tutti se lo scrivo in lettere maiuscole e in grassetto:

NESSUNO HA MAI GUARANTITO CHE I CITTADINI EUROPEI SONO DESTINATI A RIMANERE IN UK DOPO BREXIT.

Mi sembra inutile ribadirlo ma … “EU citizens” include i cittadini italiani! Quindi nessuno vi sta guarantendo da parte del governo inglese che dobbiate rimanere. La May, al di là di quel che si dice, è abbastanza convinta che un Brexit ci sarà. Senza andare in analisi disfattiste senza senso stile sceneggiata melodrammatica all’italiana, molto più semplicemente prendete le dovute precauzioni per non farvi trovare impreparati, simple as that.

  • LAVORATORI DA PIU’ DI 5 ANNI (e meno di 6) in UK con contratto permanente

Fatevi la Permanent Card. Costa 65 sterline, quindi non è la fine del mondo spendere una cifra modica per mettervi al sicuro da eventuali ‘sviste’ xenofobe del governo. La Permanent Card (https://www.gov.uk/government/publications/apply-for-a-document-certifying-permanent-residence-or-permanent-residence-card-form-eea-pr) serve a definire il vostro stato di cittadino europeo perché il governo inglese a Ottobre 2015 ha ratificato che i cittadini EU devono esercitare i diritti di residenza permanente tramite l’appartenenza all’EEA/EU facendo appunto tale carta. Non farla adesso è sciocco o vi potreste trovare a far inutili file quando Brexit verrà ratificato o addirittura quando l’art. 50 viene invocato. Ho visto qualcuno dire che è bene fare anche l’iscrizione AIRE. A parte il fatto che l’ho fatta subito 7 anni fa, comunque farla vi mette al riparo da eventuali multe da parte dell’Agenzia dell’Entrate quando l’Home Office britannico incrocerà i documenti con quelli in possesso dell’ambasciata italiana. Non interferisce con la Permanent Card però, perché ai fini della PR vale solo il vostro periodo lavorativo; se eravate senza lavoro dovete dimostrare che avevate abbastanza fondi per mantenervi da soli.

  • LAVORATORI DA PIU’ DI 6 ANNI in UK con contratto permanente

Potete farvi la cittadinanza britannica. Al di là del costo (esorbitante), se avete dei risparmi per farlo e avete anche i requisiti richiesti, FATELA. Ciò vi mette al riparo da eventuali brutte sorprese future e non vi fa neppure perdere la cittadinanza italiana. Vi ricordo che gli accordi tra le due nazioni in materia di cittadinanza non hanno nessuna attinenza con l’EU e quindi la ‘dual citizenship’ rimarrà in vigore, Brexit o non-Brexit. Una postilla: dovete obbligatoriamente fare anche la Permanent Card per chiedere la cittadinanza, più Life in the UK test e test in inglese approvato dall’Home Office. Se siete laureati in Italia o altrove e avete traduzione del Naric, c’è una casistica diversa. È scritto nei guide & the booklet for naturalisation. Per entrambi potete fare il download dal sito governativo.

  • LAVORATORI DA MENO DI 5 ANNI, con o senza contratto permanente

Questa è la categoria più incerta da definire. Non ci sono documenti che attestino la vostra permanenza qui, escluso quelli lavorativi chiaramente. Se siete qui da almeno tre anni, aspettate 2 anni e fatevi la permanent card. Se siete qui da meno di 3 anni, sarete un po’ in balia del vento e di ciò che viene stabilito negli accordi…. Accordi che sono avvolti nella nebbia al momento.

  • STUDENTI UNIVERSITARI che hanno già iniziato un corso di laurea

E’ un problemone. Perché’ zitto zitto il governo britannico ha istituito anche una Permanent Card per studenti EU che sono iscritti all’università in UK. È OBBLIGATORIO avere l’assistenza sanitaria privata se non avete mai lavorato su territorio UK e siete segnati solo come studenti. (http://www.independent.co.uk/student/news/home-office-what-happens-to-eu-international-students-in-uk-after-brexit-a7132631.html ). Se non l’avete e pensavate che automaticamente eravate nell’NHS, beh sbagliato… Se siete ancora segnati all’ASL italiana e pensavate che ciò bastasse per garantirvi qualcos’altro oltre che i servizi di emergenza, beh sbagliato… Insomma, questa è stata una poco-pubblicizzata pugnalata alla schiena per tutti gli studenti. L’SFE (Student Finance England) pure garantisce i fondi per le tuition fees solo fino al compimento dell’anno universitario 2017/2018 per i cittadini EU. Io sono addirittura nel loophole di tale legge, perché sono sposata a un cittadino britannico il cui lavoro provvede assistenza sanitaria privata che copre pure me. Peccato che i cittadini britannici non sono compresi nella lista di chi può essere sponsor di uno studente EU!!! Quindi personalmente ho solo opzione di diventare cittadina britannica ma cosa succede a chi l’opzione non ce l’ha?

  • STUDENTI e LAVORATORI CHE SONO IN CORSO DI TRASFERIMENTO

Se non avete già in mano un contratto permanente con almeno 20-25,000 sterline lorde all’anno… scusate ma chi ve lo fa fare?? Perché’ la burocrazia italiana sembrerà un giochetto in confronto alla babele di documenti che dovrete presentare qui in UK da ora in poi. Non molto dissimile dai visti australiani, canadesi e statunitensi, VERO. Ma preparatevi a ciò da qui in avanti perché il Brexit è stato deciso in modo esponenziale dal voto che riguarda il fattore immigrazione dall’Europa. Questi controlli fanno felici i locali, che non vogliono essere invasi da gente non qualificata che (secondo loro) uccide il mercato del lavoro per i locali.

Se avete bisogno di ulteriori informazioni, commentate sotto l’articolo e provvederò un indirizzo email🙂

Alla prossima,

Merlin

Brexit – guida per italiani

This article is only aimed to provide information to Italian expats in UK (so it’s in Italian and suck it up!) LOL

Questo è uno dei pochi articoli che mi sono decisa a scrivere in italiano, dopo che mi sono resa conto che in una settimana ciò che sta filtrando all’estero è solo una piccola parte di quello che sta avvenendo.

Vedo anche che in giro c’è molta confusione al riguardo al dopo-Brexit. Lasciando fuori le mie opinioni personali (perché le parolacce che volerebbero sarebbero tante, comunque mi lascio andare sul finale!), volevo offrire un riassunto dei fatti che sono avvenuti in questi giorni, sia a livello politico che sia ciò che riguarda noi expats italiani/europei.

Governo:

Il governo britannico che era in carica fino al 25 giugno si è quasi completamente ritirato. Anche il primo ministro Cameron, dimissionario, rimarrà in carica fino a che non verrà scelto un altro candidato del partito Conservatore. Elezioni anticipate sono state escluse sia dal partito in carica che da altri. Quindi, chiunque verrà eletto… dobbiamo sopportarlo fino al 2020, che ci piaccia o no. Il partito laborista, che era l’opposizione… mah, a questo punto mi domando se il partito laborista ci arriva al 2020, perché un disastro politico di quel genere non l’ho mai visto neppure in Italia, un fatto che parla da sé!!

I due candidati con più possibilità di successo sembrano Theresa May e Michael Gove. Di tutti e due non saprei chi scegliere. È come scegliere se spararsi dal lato destro o dal lato sinistro della testa, in entrambi i casi dobbiamo morire. Entrambi i candidati sono contro l’immigrazione, quindi come cittadini italiani/europei siamo nella cacca chiunque venga scelto. Se possedete un ottimo lavoro e vivete in una zona tranquilla, non vi sarà difficile ottenere un visto di lavoro comunque, direi che non avete ragione di preoccuparvi. Se siete qui da molto tempo e occupate una posizione di rilievo e volete rimanere nel Regno Unito (o quello che ne rimarrà dopo!), vi consiglio caldamente di risparmiare £ 1,500 e prendervi la cittadinanza britannica prima che potete, al fine di evitare futuri problemi o preoccupazioni.

L’opzione Boris Johnson è decaduta ieri, quando si è tirato fuori dal casino. Peccato non si sia portato dietro quel pazzo di Farage e i suoi sudditi UKIP che ieri volevano usare i cittadini europei come merce di scambio nelle negoziazioni con il parlamento europeo. Già il pensare che siamo stati disumanizzati fino a diventare pedine in una scacchiera mi fa altamente schifo. Cazzo, siamo persone, non ostaggi o prigionieri di guerra!! Farage è così razzista e nazista che è probabilmente l’unico che fa sembrare Salvini una sorta di Madre Teresa di Calcutta.

Scozia:

Il parlamento scozzese ha autorizzato il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon per tentare tutte le strade possibili per non uscire dall’Unione Europea. Al momento la loro situazione non è chiara ma gli scozzesi in favore del sì all’indipendenza sono abbastanza aumentati. Staremo a vedere se decidono di andare direttamente contro il governo di Londra e staccarsi, oppure concilieranno e staranno dentro. Troppo presto per dirlo.

Irlanda del Nord:

Non ci vivo ne’ ci ho mai vissuto quindi non so darvi informazioni precise. Da quello che trapela in Gran Bretagna, i partiti militanti irlandesi sono in fazione. E la cosa non mi piace, per via della precedente situazione con l’IRA. E’ un clima brutto e ostile anche qui, ma penso che a Belfast sia molto peggio.

Inghilterra – Galles

Chi, come me, vive nelle zone con maggioranza alta di ‘leave’ voters… sta murandosi vivo in casa se non deve proprio uscire per lavoro. Attacchi ovunque, indifferentemente se sei bianco, polacco, leggermente colorato come spagnoli e italiani fino ad arrivare ad indiani, pakistani e persone di colore come americani e africani. Insomma, botte per tutti. Prendete precauzioni, non andate a giro da soli/e ed evitate di parlare la vostra lingua in pubblico se possibile. L’elenco giornaliero degli attacchi è lungo. Per quanto riguarda la regione dove vivo, Cumbria, attacchi di questo genere non erano mai stati segnalati prima, ora è un flusso continuo. Certo, se vivete a Londra la pensate diversamente, ma io non ho mai subito attacchi del genere, mentre da sabato non ho più neppure l’account facebook per via di minacce di ogni tipo, la più mite delle quali era ‘vattene a casa mafiosa’. Mio marito non è stato risparmiato, infamato come ‘traditore’ e ‘non abbastanza inglese’ perché sposato ad un’italiana. Alla fine mi sono rotta le scatole di bloccare persone e ho cancellato direttamente l’account.

Se vivete in zone ‘Remain’ non credo vi dobbiate preoccupare. Sappiate comunque che c’è un’iniziativa partita su Twitter riguardo al supporto delle popolazioni locali e se vedete qualcuno indossare una spilla da balia (safety pin) significa che è amico dei cittadini europei.

Università e tasse universitarie:

A livello generale tutti gli studenti EU che stanno frequentando corsi di laurea su tutto il territorio britannico e anche chi sta ricevendo fondi da SAAS e SFE, procede tutto come prima fino alla fine dell’anno scolastico 2016/2017. C’è stata un’assicurazione in quel senso da vari istituti. Se state cominciando il corso nell’anno scolastico 2016/2017, prendete in considerazione che le cose potrebbero cambiare nei prossimi due anni e che le tasse scolastiche potrebbero essere equiparate a quelle degli overseas students (cioè dalle attuali 9,000 sterline l’anno a possibilmente 15,000 sterline all’anno).

Economia e ‘media’ in generale:

Per chi come me non è molto ferrato/a in economia, quello che sta succedendo in termine di mercati o svalutazione della sterlina sui suddetti mercati è praticamente arabo. Quindi dare un’opinione al merito è per me difficile, non sarebbe comunque obiettiva e sicuramente falsata da ciò che leggo e dove lo leggo. Quindi, evito di farvi una pappina sul dopo-Brexit e rovinose previsioni in termini finanziari e riguardanti la situazione generale economica dello stato britannico.

A livello locale… il fuggi fuggi è cominciato il 25 giugno…. Diversi negozi e imprenditori sul territorio della Cumbria hanno segnalato che nuovi ordini provenienti dal continente europeo si sono fermati subito dopo il risultato. Certo, riguarda piccoli businesses, quindi se lavorate per multinazionali non ve ne può fregar di meno. Comunque, ogni giorno che passa la lista dei fuggitivi aumenta, anche se non viene menzionata dalla stampa britannica.. chissà perché!!

In fuga ci sono diverse piccole finanziarie tra Manchester e Birmingham; diversi progetti di collaborazione messi ‘on hold’, cioè compagnie che non investono ma aspettano (tra cui la Siemens a Hull, investimento di 310 milioni di sterline; l’impianto nucleare a Hinkley dovrebbe essere il prossimo, co-finanziato da EDF… già era in dubbio prima, figurati ora!); crollo di ordini da EU verso negozi e piccole imprese; dubbio su assegni sulla ricerca; cancellazione di diverse collaborazioni per studenti laureati che avrebbero svolto training in Europa; affittuari di negozi che raddoppiano gli affitti perché le tasse verranno aumentate. La lista ‘goes on and on’, e siamo solo a una settimana dal referendum.

Opinione personale sull’Europa:

Odio Juncker e i suoi ‘minions’ e li sparerei sulla luna insieme a Farage. Non trovo neppure giusto il trattamento riservato dall’Europa ad alcuni stati membri che sono in difficoltà. Ma se avessi votato non mi sarei fatta imbibinare dal governo britannico (né da quello italiano) che ha soltanto scaricato le proprie responsabilità sull’Europa. Si voglia sapere o no, a differenza dell’Italia il Regno Unito riceveva anche molti vantaggi dalla propria membership. In più, al governo c’era un PM di destra e il prossimo PM sara’ di destra, mi sapete dire dove i soldi non inviati all’Europa finiranno? Al Joe Nobody che ha il chioschetto di salsicce sulla strada provinciale? Seeeee… si attacchi al tram, il signor Joe Nobody. E’ come se l’Italia fosse uscita dall’Europa sotto Berlusconi e si sarebbero consegnati miliardi nelle sue tasche e i suoi collaboratori.

Electoral roll – elezioni future:

Qui viene il bello…. Fino ad ora i cittadini europei potevano votare a referendum nazionali e elezioni locali in Inghilterra; in Scozia, potevano votare per locali, referendum e elezioni parlamentari. In tutto il Regno Unito si votava per elezioni europee. Quindi dal 25 giugno… 3 milioni di persone qui non hanno più diritto di voto (ETA: sulla carta ci siamo ancora nelle liste elettorali ma i vari MPs locali fanno finta che siamo spariti. Poof! Chi se ne frega, no, tanto ci imbarcano su una nave della Costa e ci spediscono via.. The Horror!). Ha.

Conclusione:

Cerco di non esprimermi mai volgarmente ma qui ci vuole… Brexit, detta alla toscana, è stata una gran bella martellata sui coglioni!! Una cazzata megagalattica che l’elite posh e britannica non sentirà nemmeno, ma che ha portato lo stile di vita delle working classes al 1950. Cameron e Johnson hanno fatto un colpo alla Schettino, tanto che gliene frega no, “c’abbiamo i sordi offshore e 4 ville alle Bahamas”, se tutto va a puttane su sto Titanic rinominato Regno Unito noi abbiamo gia’ sequestrato le scialuppe di salvataggio. Corbyn sembra un derelitto e una via di mezzo tra Fidel Castro e Nikita Krushev, e’ li ancora che sta cercando di riesumare il corpo stra-morto del comunismo vecchio stile e fa bagni di folla dal suo Cremlino improvvisato. Gove sembra un serial killer cannibale tipo Hannibal, aspetta solo che gli capiti a tiro per succhiarti il sangue. Almeno fosse presentabile come Robert Pattinson, mi farei anche vampirizzare. La Theresa May sembra una Margaret Thatcher riesumata, ieri per la conferenza stampa stava indossando un plaid che andava forse nel 1970… secondo me ha fatto la tombarola e l’ha rubato direttamente alla Thatcher.

Per quanto riguarda chi ha votato… Ho sentito pensionati ammettere che ‘volevano che il resto della popolazione fosse povero come loro’ e immigrati che hanno la doppia cittadinanza votare per tenere altri immigrati fuori e per non far godere loro gli stessi vantaggi che loro hanno avuto dal 1976. Non so che ne pensate di tali pensieri ma far soffrire altre persone perché voi soffrite è da codardi e umanamente disgustoso. Uno dei motivi per cui io e mio marito stiamo discutendo l’espatrio, fuori EU se possibile. Non vogliamo proprio essere associati a certa gente.

A presto (tanto st’articolo alle 6 di stasera e’ gia’ storia del secolo scorso muahahaha)

Merlin

P.S. Aspettatevi un’altra puntata della favolosa telenovela Brexitful, in onda su questi schermi prossimamente…..

 

 

 

 

Happy Now?

Fantastic article about Brexit and its consequences.

Katyboo1's Weblog

It is day four in the Big Brexit house.

I had hoped after Friday’s absolute catastrophe of a day that the country might somehow magically rally over the weekend. I mean, when you plunge your country into possible ruin on the promise of a golden future that will allow it to rise like a phoenix from the flames, you have a plan, right?

As it turns out, you don’t. The only person that seems to have any plan at all, and be acting on it rather than just spouting meaningless Churchillian rhetoric is Nicola Sturgeon, and I can’t even vote for her.

I was distraught and angry on Friday. I had hoped to feel better by today. Instead I am running on barely controlled rage and getting more enraged by the moment.

Here are a few things I am furious about:

Firstly, leave voters telling me to calm down. I’m sorry…

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Brexit – The Disunited Kingdom

Hello followers,

Following the dramatic result of the referendum in UK this morning, my husband and I have agreed that we have to ‘change’ course. Here, many underestimated the presence of EU-related connections in Cumbria and the ugly truth is that many businesses involved with EU companies are already advising their employees ‘to look elsewhere’. Cumbrian voters, probably disregarding this notion or future prospect, have voted en masse for the Leave camp. Apart from strictly political positions, the vote has seemed like shooting ourselves in the foot, at least in the ‘northern powerhouse’ (something that Copeland MP Jamie Reed didn’t fail to point out in his Post-Brexit speech https://jamiereed.net/2016/06/24/referendum-result-i-will-work-night-and-day-to-ensure-that-the-plans-for-our-area-continue-and-that-our-prosperity-is-secured-jamie-reed-mp/).

I was born in Italy. After being the subject of rude remarks directed at me from locals in the past two weeks, I am aware that now that Brexit happened that could be a pattern of behaviour likely to be repeated in the future. Both my husband and I now feel uneasy at the thought of staying in a country that 1) utterly hates my guts 2) it might be not even united in the next two years.

Therefore, having taken in all the events from this morning at 4 am, I can quietly declare that… it’s time to change, it’s time to stop and think where our future lies. I am pretty sure it is not here, although I am aware it also hurts a bit. I am in pain because I wanted ‘this relationship’ to work out. I felt at home in UK and I had never felt unwelcome before last month, and I know that this country has given me more than the one I was born in in a shorter time.

Why do I feel to leave then?

  1. Because I now feel an alien and a bit shocked at all the hatred and xenophobia spouted by a large majority of the British electorate.
  2. Because I am now surrounded by a gang of British Empire nostalgic Little Englanders who want to make ‘this’ country great. Whose country is this though? Theirs, have they bought it from Westminster? And ‘this’ country includes… whom, in it? Not Scottish or Irish people who have quickly disowned the leave vote and started thinking about secession from the United Kingdom the moment the results were out. ‘This’ country does NOT represent them anymore either.
  3. Because they will never admit they have fucked it up this much and they will rather commit suicide all together than admitting defeat or being wrong

This morning my own husband felt ashamed to be British-born, he felt ashamed to associate himself with ‘those’ people, whatever he wanted to say with ‘those’. Brexit has opened a divide in the UK, not only Europe. It has opened a divide between British people, British residents of any nationality, EU citizens and non-EU citizens. There’s a lot of uncertainty and arguing going on, everywhere, whilst the stock markets will plunge down like they never did in decades.

Will it heal? Maybe, in 20-30 years. But I know that I won’t be here to see it, nor do I care.

See you soon on these pages though,

Merlin xxxx